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Uno dei tanti esempi che si può fare per capire meglio la diade ed i suoi effetti, è quello di pensare alla coazione a ripetere con selezione tematica. Quando da adulti non ci si è ancora resi indipendenti da quel legame antico con l’adulto madre (cioè l’adulto donna o uomo che sia, che il bambino ha avuto come maggiore riferimento affettivo) si tende a fare delle scelte di vita che ricalchino in qualche modo i modelli appresi nell’infanzia. Per coazione a ripetere si intende la tendenza del soggetto a reiterare sempre quel tipo di comportamento selezionato esclusivamente tra quelli che rientrano nella tipologia dell’adulto madre. Quindi si scelgono soltanto le situazioni e le persone che ripetono l’antico stile appreso con la madre e soprattutto si ha sempre bisogno di un legame, poiché soli non si riesce a vivere. Basti pensare a tutte le volte che, posti in una situazione apparentemente nuova, ci si sente inspiegabilmente a proprio agio, quasi come si fosse “a casa”. Quella situazione, quella persona, quell’ambiente hanno qualcosa che non è nuovo e pertanto fa sentire al “sicuro”. Il problema sorge quando dalla piccola famiglia si entra nel gioco della società e gli antichi schemi non si mostrano più sufficienti per soddisfare le progressive esigenze del soggetto.

È in costante aumento la letteratura relativa ai segnali del corpo e alla loro decodifica. Discipline quali fisiognomica, cinesica e prossemica, che alcuni decenni fa ancora apparivano una sorta di “stregoneria”, cominciano oggi a raggiungere il grande pubblico attraverso libri e corsi a carattere divulgativo, ritagliati con un linguaggio semplificato e pratico. Segno forse dell’aumentato bisogno di trovare dei punti di riferimento “certi” nella comunicazione in relazione all’altro, soprattutto in un’epoca in cui si rischia costantemente di essere travolti dall’eccesso e dall’alta velocità delle informazioni che da ogni parte ci bombardano.

Eppure i ricercatori più onesti di queste discipline mettono continuamente in guardia il lettore a come “interpretare” tutti quei segni il cui solo rilievo richiede già un notevole e costante allenamento. In altre parole, si riconosce che nella fase di attribuzione di significato possono scattare in ogni individuo delle pesanti distorsioni, come ad esempio proiettare sull’altro un’emozione o un pensiero che in realtà siamo noi osservatori a provare. Ecco, dunque, che approcciare alla lettura del corpo richiede sempre, secondo questi ricercatori, una verifica delle impressioni raccolte; verifica che andrebbe condotta attraverso domande opportunamente formulate ma che, tuttavia, non sempre è possibile effettuare per tempo, situazioni, circostanze….e poi, chi assicura che anche il processo di verifica non sia distorto??

Ed ecco il valore aggiunto dell’Ontopsicologia. L’esattezza di coscienza non è solo un concetto filosofico, ma un processo biologico concretamente esperibile: è la pulizia e la trasparenza dei processi razionali che consente la lettura esatta dell’informazione dell’altro. E c’è di più: per un osservatore esatto, autentico, il linguaggio del corpo è solo la prima fenomenologia di quella comunicazione di base che è il campo semantico. Il rilievo del campo semantico, cioè, fornisce l’informazione globale dell’altro in anticipo ad ogni sua manifestazione o espressione concreta. Il lettore esatto ha infatti la possibilità e la capacità di entrare nell’ìntenzionalità della psiche, cioè direttamente a quella sorgente da cui “sgorgano” tutti i segnali corporei successivamente osservabili.