il punto che consente l'ontopsicologia
Questo è il punto che consente l’Ontopsicologia: per la prima volta in maniera scientifica il soggetto può essere un parametro oggettivo di misura e di conoscenza del mondo, perché non è più il soggetto privo di identità, che non conosce il suo criterio, ma è un soggetto tarato sulla unità di misura della natura, cioè sul suo In sé ontico. Misuriamo la natura con la sua stessa unità di misura, quindi il soggetto non è più un’entità che “interferisce” con la conoscenza del reale, non è più un ingombro che ostacola l’osservazione oggettiva delle cose. L’identità di natura del soggetto, o In sé ontico, è quel punto dove noi e la natura coincidiamo. È quel punto dove improvvisamente diventa insensato cercare di separare l’oggetto e il soggetto, perché sono la stessa identica cosa. Come possiamo cercare di capire la natura prescindendo da noi stessi che siamo emanazione di questa stessa natura? Nella sua formulazione del principio d’indeterminazione, Heisenberg definiva illusione l’idea di poter descrivere il mondo senza alcun riferimento a noi stessi…ma non trovava via d’uscita se non quella di definire le possibilità di conoscenza in termini probabilistici. Heisenberg morirà nel 1976, cioè all’incirca proprio negli anni in cui l’Ontopsicologia formalizzava la soluzione al problema: l’In sé ontico. E se leggendo queste righe non fosse chiaro come l’Ontopsicologia ha individuato la lettura di questo criterio attraverso la scoperta del linguaggio che la natura stessa utilizza - il campo semantico - allora non resta che mettersi alla prova…è quando si comincia a sperimentare che la vita può avere un altro sapore che si tocca da dentro questo progetto... eh sì, c’è ed è proprio lui…